Archive for the ‘Editoriali’ Category

Posted by Ulderico on Agosto 1, 2009

Acerra chiama: PDL batti un colpo !

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Acerra che brucia. Da diverse settimane, di notte, ai confini della nostra città avvengono roghi dei materiali più disparati, puntualmente individuati, filmati e fotografati da cittadini che ormai si ritrovano costretti a svolgere il ruolo di sentinelle ambientali, in un luogo dove la massiccia presenza dello stato sembra non scalfire assolutamente la costante presa delle ecomafie e delle attività ad esse correlate. Su youtube e su facebook, attraverso immagini e video, corre l’allarme incendi in quello che ormai è divenuto un triste rituale scandito da un tam tam lento, ma rumorosissimo di chi non si vuole arrendere a vedere la propria terra in balia di morte e veleni.

Acerra che rischia. Ancora una volta l’ombra del mostro inquinante aleggia su questo territorio, ancora una volta un’azienda dalla politica ambientale più che discutibile tenta l’ennesima mutazione bestiale traendo l’energia necessaria dalla linfa di questa terra.
L’ex Montefibe, ora Ngp, ha richiesto l’autorizzazione integrata ambientale per l’esercizio dell’impianto Biac modificato al trattamento di rifiuti liquidi da soggetti esterni. In sostanza il rischio è che la città, dopo il sacrificio dell’inceneritore, si ritrovi a diventare anche sversatoio regionale di rifiuti allo stato liquido.

Ancora una volta in estate, ancora una volta mentre si insedia una nuova amministrazione, Acerra brucia e soffre!

Acerra chiama, ma il PDL, primo partito della città, risponde davvero poco. Il partito non può limitarsi a guardare mentre l’unica attività politica è quella del gruppo consiliare guidato da Gerardo Bigliardo. Il partito dovrebbe supportare e coadiuvare i propri consiglieri con azioni sul territorio, ma sembra che il caldo agostano abbia già assopito i più nella sede di Via Fondola. Intanto qualcosa si muove comunque nell’opposizione:  c’è chi egregiamente presenta mozioni ed organizza petizioni; sembra che partano anche delle ronde notturne per salvaguardare il territorio … sarà un sistema poco ortodosso, ma almeno ci si muove, non il PdL comunque, o almeno non abbastanza.

Il Popolo della Libertà di Acerra ha un coordinatore che è persona di grande competenza e disponibilità. La presenza di un coordinatore di provata capacità come il sen. Vetrella è importante e rassicurante in questo delicato momento, ma il partito deve anche sapersi dare un’ anima perchè è la città che lo chiede, gli elettori che lo sperano e la base lo esige.

E’ per questo motivo che il PdL di Acerra o è forza popolare oppure non è; o scende in strada a sporcarsi le mani per il futuro della città oppure perderà uomini, consenso e credibilità. Noi questo non lo vogliamo: c‘è una Giovane Acerra che avanza nella grande famiglia del Popolo della Libertà, pronta ad essere in prima linea per il partito e per la sua terra.

Questa Giovane Acerra vuole sporcarsi le mani e crede che se la città chiama … il PdL deve rispondere !

Posted by Ulderico on Maggio 11, 2009

Acerra deve riscoprire una Comunità di Destino

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Anche per Azione Giovani Acerra è partita la campagna elettorale per Bigliardo Sindaco, che mi vede candidato per il Consiglio Comunale nelle liste del Popolo della Libertà, in rappresentanza di questa splendida comunità militante .

Nelle ultime settimane in AG sono  cambiate diverse cose, abbiamo un nuovo Presidente di circolo che è la bravissima Marika Esposito, affiancata da Francesco Russo alla vicepresidenza, mentre Gennaro La Ventura è stato incaricato come responsabile organizzazione di Azione Giovani Campania ed il ricambio generazionale vede i ventenni ormai con il fiato sul collo di noi quasi trentenni … :) BENE !!!

Intanto stiamo scaldando i motori ed apriamo subito con il preambolo a cui seguiranno le nostre proposte perchè Acerra veda finalmente un domani migliore !

Acerra deve riscoprirsi una Comunità di Destino

Una collettività, i cui membri non sono più legati tra loro dalla comunità di destino, soccombe meno rapidamente di un corpo privato dell’aria, ma la sua asfissia, pur essendo più lenta, non è meno certa.
Gustave Thibon

Acerra è una città sempre più preoccupata per il proprio futuro e oppressa da una crisi della politica locale che si protrae da almeno 15 anni. Troppo spesso i sindaci si sono arroccati nella casa comunale, perdendo sin dal primo giorno la percezione della città e della sua gente, finendo per diventare impotenti nel subire il ricatto di una minoranza politica trasversale connotata da un individualismo becero, tesa all’interesse personale e all’affarismo. 
In questi 15 anni è mancato il primato della buona politica. Si è persa quella visione di governo che dovrebbe tendere costantemente al bene pubblico, alla crescita di una comunità, allo sviluppo armonioso e sostenibile del territorio … 

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Posted by Ulderico on Novembre 19, 2008

La barca di Marletta cola a picco

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Si è dimesso anche l’assessore Elmo ad Acerra, pur non conoscendo ancora le precise motivazioni che hanno portato il membro della giunta a dare le dimissioni, sembra evidente che la barca Marletta stia colando a picco, nonostante i proclami.
Certo se si vuol dar retta alla propaganda dell’amministrazione comunale allo sfascio, sembra quasi che il mandato non stia nemmeno per scadere, ma a ben guardare la verità è un’altra ed è il fallimento politico di Marletta a rimarcarla.
Nel leggere i comunicati e più in generale la comunicazione del Comune di Acerra, ritornano alla mente le immagini di quell’esponente del regime di Saddam Hussein, tale Al Sahaf, ministro dell’informazione guadagnatosi il soprannome di “Alì il comico” perché, quando i carri armati americani erano ormai praticamente inquadrati alle sue spalle, dagli schermi televisivi continuava a proclamare la sconfitta degli invasori assicurando che andava tutto a gonfie vele.
A questo punto non ci resta che confidare in un ultimo, grande, atto liberatorio da parte del consiglio comunale di Acerra che sarebbe davvero di buon auspicio, soprattutto in vista dell’avvento del Santo Natale.

Posted by Ulderico on Ottobre 13, 2008

Anche i comitati sconfessano Marletta

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“Passare dalle barricate al comitato scientifico di controllo”. Così Gennaro Esposito, responsabile delle pubbliche relazioni del “Comitato di Salute Pubblica Area Nolana” e rappresentante della Federazione Associazioni Ambientaliste Campania Felix, sintetizza l’obiettivo delle organizzazioni ambientaliste sul territorio, che verrà analizzato e concretizzato mercoledì 15.

E dopo questa presa di coscienza da parte delle associazioni e comitati ambientalisti, possiamo tranquillamente affermare che la linea del “senza se e senza ma” è oramai esclusivamente (e ridicolmente) caratteristica del sindaco (fortunatamente ancora per poco ) di Acerra, il solito Espedito Marletta.

Questo funambolico personaggio che la mattina fa l’istituzione e siede a tavolo con Berlusconi e Bertolaso, il pomeriggio fa il rivoluzionario e minaccia ancora barricate, mentre la sera Dio solo sa a cosa si dedica, continua ostinatamente ad agire come se il termovalorizzatore di Acerra, non sia una realtà (magari anche triste ma pur sempre una realtà).

Ora anche i comitati lo sconfessano, confermando ciò che il centrodestra locale - AN in particolare -ormai dice da mesi: questo è il momento di riprendere il controllo della situazione su bonifiche ed inceneritore, la linea di opposizione intransigente non paga e può comportare solo altre scelte calate dall’alto sul territorio in cui viviamo.

Adesso bisogna più che mai saper agire con responsabilità. Il governo Berlusconi ha ridato fiducia nel futuro ai napoletani, al PdL locale il compito di ridare forza e speranza agli acerrani.

Posted by Ulderico on Settembre 18, 2008

Fascismo e antifascismo. La lettera di Giorgia Meloni

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Carissimi,
credo che a nessuno di voi sia sfuggito il tentativo di strumentalizzazione messo in atto sulla antica diatriba fascismo-antifascismo ai danni di Azione giovani, anche per qualche nostra ingenuità.
Ero convinta che il comportamento di migliaia di ragazzi nell’incontro con il presidente Fini ad Atreju avesse rivelato alla politica e al mondo dell’informazione qualcosa di più del nostro modo di essere e di pensare. Così non è stato. Così non si è voluto che fosse.
Ritengo dunque opportuno intervenire, anche per non essere ingiustamente attaccati in nome di cose né dette né pensate.
Non cadete nel tranello. Siamo stati e restiamo gente che crede nella libertà, nella democrazia, nell’uguaglianza e nella giustizia.
Siamo quelli che ogni giorno consumano i migliori anni della propria gioventù per difendere questi valori, al punto che se oggi qualcuno si mettesse in testa di reprimerli - come avviene in Cina, a Cuba o in altre parti del mondo - noi li difenderemmo con la vita. Sono i valori sui quali si fonda la nostra Costituzione e che sono propri anche di chi ha combattuto il fascismo.
Certo, c’è stato anche un antifascismo “militante” in nome del quale sono stati uccisi presunti fascisti e anche antifascisti, sono stati infoibati vecchi, donne e bambini, sono stati eliminati ragazzi di sedici anni che avevano come unica colpa quella di far parte della nostra organizzazione. Certo, ancora oggi, in nome dell’antifascismo “militante” ad alcuni di noi viene impedito di andare a scuola, all’università, al cinema.
Si tratta della mia obiezione ed è la stessa di Gianfranco Fini che, ad Atreju, ha operato questa distinzione, parlando di un antifascismo democratico e uno non democratico, ovvero di una parte di questo fenomeno nei cui valori ci riconosciamo e di un’altra parte le cui gesta sono distanti anni luce dai principi nei quali crediamo (e nei quali dovrebbe credere anche l’altro antifascismo). Noi rifiutiamo ogni forma di violenza, oppressione e intolleranza.
Gianfranco Fini ha operato questa distinzione senza soffermarcisi perché voleva che il suo giudizio sul fascismo fosse chiaro, netto, definitivo. Sapeva che molti di noi sarebbero stati feriti da questo atteggiamento, ma non ha voluto blandirci come fossimo ragazzini inconsapevoli. Sapeva di avere davanti gente piena di dignità, giovane e matura nello stesso tempo. Ed è quello che siamo.
E allora guai a offrire pretesti a una sinistra terrorizzata dall’impossibilità di utilizzare ancora contro di noi quella carta jolly rappresentata dall’accusa di fascismo. Guai a farci mettere ancora sotto accusa da chi, per storia, ha decisamente poche lezioni da offrire. Così da poter essere finalmente noi a chiedere conto del perché, ancora oggi, non una parola di solidarietà venga spesa dai sedicenti democratici quando i ragazzi di Ag vengono aggrediti o le loro sedi date alle fiamme.
E adesso, per favore, basta.
Basta con questa storia del fascismo e dell’antifascismo. Mi rivolgo a tutti, dentro e fuori da Azione Giovani, dentro e fuori da An, dal Pdl, da Montecitorio, dalla politica italiana intera. Pietà! Siamo nati a ridosso degli anni ‘80 e ‘90, siamo tutti protesi anima, cuore e testa nel nuovo millennio. Dobbiamo respingere insieme questo tentativo di rinchiudere quella meravigliosa gioventù che svolgeva poche ore fa la più grande manifestazione giovanile d’Italia in uno spazio angusto di quasi cento anni or sono. Ragazzi, stiamo vincendo e questo non va giù a una sinistra sempre più priva di risposte concrete e suggestioni efficaci. Che ha completamente perso il contatto con la nostra generazione e ora cerca di costringerci all’interno di una galera civile per evitare che il nostro amore possa continuare a contagiare altri giovani italiani.
Non ne posso più di parlare di fascismo e antifascismo, e non intendo farlo ancora. Voglio fare altro, occuparmi di questo presente e di questo futuro. Come ognuno di voi, voglio fare politica nell’Italia di oggi, per dare una speranza all’Italia di domani.
Tutto il resto è noia

Giorgia Meloni

Posted by Ulderico on Settembre 17, 2008

Siamo i Figli del 2000 contro tutte le dittature !

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E’ da qualche giorno che le polemiche seguite alle dichiarazioni di Fini, in tema di destra e antifascismo vanno solo alimentandosi. In questo clima alcuni miei colleghi della direzione nazionale di AG, ma anche presidenti provinciali ecc. stanno producendo interventi di ogni sorta sull’argomento.

Ho una mia opinione su quanto dichiarato dal Presidente della Camera ad Atreju 2008 e sono sicuro che sia abbastanza corrispondente a quella delle centinaia di ragazzi che quel giorno hanno risposto con un’ovazione, scandendo <<Giorgia Giorgia>> dopo l’intervento di chi oggi forse ci rappresenta più di qualsiasi altro esponente del nostro partito di riferimento.

Ho deciso però di non riportare un mio testo in questa occasione.

Stavolta voglio fare una cosa diversa, magari anche un pò rivoluzionaria.

Non chiedo - da dirigente - il consenso dei militanti sul mio pensiero, ma sono io che aderisco al pensiero di una militante e lo riporto qui, subito dopo queste parole.

 

SIAMO I FIGLI DEL 2000
di Chiara Colosimo

La polemica è stucchevole, e oltremodo fuori tempo.
I militanti di Azione Giovani sono nati tutti negli anni ottanta, sono lontani mille miglia dal fascismo e dalla massacrante guerra civile che ne è seguita.
I militanti di Azione Giovani non possono dichiararsi fascisti o antifascisti.
I militanti di Azione Giovani sono i figli del 2000.
Dicevo, la polemica è stucchevole, e fuori tempo massimo per un solo ed unico motivo, noi non siamo reduci e non siamo neo o post, siamo protagonisti degli anni che viviamo, abbiamo del fascismo un giudizio storico, come su ogni periodo, abbiamo però l’onestà intellettuale di non mettere tra i nostri valori l’uguaglianza (al di là del fatto che la diversità è per me un valore) e poi …

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Posted by Ulderico on Maggio 19, 2008

Diventerai una Star … con semplicità.

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Alice Parialò di Messina è la giovane “campionessa del mondo” di latino 2008  Prendo in prestito una canzone dei Finley (Diventerai una Star) per il titolo di questo articolo, sperando che gli autori non si offendano per tanta audacia. Peraltro, credo che dopo esser stato associato allo spot di un dolciume, il cui solo possesso bastava a catapultare magicamente un adolescente in un party sfrenato e “vippesco”,  il pezzo del celebre gruppo Pop-Punk italiano possa anche produrre ispirazioni alternative senza creare troppo clamore.

Ma veniamo al dunque: diventare una star … è davvero questo l’obiettivo dei giovani di oggi ? 
Secondo il pensiero unico dei media italiani sembrebbe proprio di si.
Quotidianamente infatti la TV ci presenta ragazze e ragazzi che sostengono provini per partecipare a reality di qualsiasi “format”; avvenenti fanciulle e aitanti giovanotti che ogni pomeriggio ci deliziano con corteggiamenti fasulli e storie di vita, che se non venissero trasmesse forse non interesserebbero a nessuno. Giochini insulsi e litigi deliranti con il finto pubblico in studio, ma anche tra corteggiatori e corteggiate e viceversa, tra corteggiati e corteggiatrici, tra ospiti e corteggiati ecc …

Cosa non si fa per conquistare la “sintonizzazione” delle casalinghe e delle giovanissime italiane.
Sembrano ormai lontanissimi i tempi in cui un Pietro Taricone - tra i protagonisti del “Grande Fratello I” - si chiedeva se il pubblico non si stesse annoiando a morte durante le ultime battute del programma, essendo rimasti in 3 o 4 nella Casa del “Grande Guardone”, con poche cose da fare e soprattutto da dire. A qualche critico poco accorto quella fase sarà sembrata la sentenza definitiva di morte dell’esperimento “Reality Show”: mai opinione fu più sbagliata purtroppo. La macchina Costanzo-DeFilippica aveva previsto tutto e si era già attrezzata ad alimentare in maniera robusta questo nuovo segmento dello showbiz. Ecco allora che il reality continuava anche fuori dalla Casa, dove la Tele rendeva rappresentabile e spettacolare quasi tutto di questi nuovi miti generazionali della nostra nazione: dal cagnolino all’amichetta di infanzia, dai genitori ai nonni, passando per le comparsate in discoteca profumatamente retribuite grazie alla sincera partecipazione di adolescenti paganti. Non dimentichiamoci ovviamente del programma domenicale, trasformatosi negli anni da luogo di intrattenimento per le famiglie a gran calderone di personaggi resi noti dal solo fatto di “esserci” e certamente non per una loro bravura o arte. Da qui si passa poi alla brava Simona Ventura che con l’Isola dei Famosi si inventa il recupero dei Vip un pò passatelli, così anche mamma Rai inizia a fare il suo “dovere”. Seguiranno (e continuano tutt’ora ad essere sfornati) tanti altri esempi di tv-spazzatura e promozione di falsi modelli e stili di vita che sicuramente hanno inciso soprattutto nella formazione dei più giovani, di quella generazione che secondo molti è tutta Bulli e Pupe e finalmente è divenuta protagonista del più grande e seguito reality che la storia dei media abbia mai conosciuto: quello dei genitori assassinati e delle madri assassine; della gioventù che muore nei Rave Party dopo aver assaggiato di tutto e di più; delle violenze di gruppo perpetrate sulla compagna di scuola che poi deve morire perchè è rimasta incinta; della maestra molestata e ripresa col telefonino; delle bravate quotidiane “in onda” su youtube; di qualsiasi atto che sia macabro, disonesto, immorale e contro la vita … purchè sia estremo e faccia “share” dapprima sul web e poi oltre. Giovani divenuti ben presto registi e attori delle proprie e delle altrui vite buttate via … risultato raggiunto:  ora sono delle vere Star. Tutti noi li vediamo alla tv ogni giorno, nei tg e nei programmi di approfondimento, mentre il procuratore li interroga o le guardie penitenziarie li trasferiscono dal tribunale al carcere. Adesso tutta l’Italia conosce i loro nomi, quelli dei loro amici e delle loro sadiche amichette o quelli delle loro prof, a volte un pò troppo ammiccanti durante le riprese col telefonino. Noi tutti conosciamo i famosissimi ”Erica e Omar” e la loro storia fatta di droga e omicidi, illustri precursori di un format che sta avendo sempre più successo nel nostro paese.
Dopo quello che ho scritto sembrerà strano, ma  non è mia intenzione condannare i media, sono sinceramente convinto che non sia la televisione a rendere questi ragazzi gusci vuoti, bulli, pupe e macchine assassine … “Selvaggi col telefonino” come li definisce il discusso Blondet in un suo scritto. Credo soltanto che il sistema mediatico sia semplicemente complice  (inconsapevole?) e sicuramente inopportuna cassa di risonanza di un sistema più ampio: quello della società, della famiglia e della scuola italiana che stanno crollando irreparabilmente sotto la scure sessantottina del lassismo, della libertà assoluta, dei diritti senza doveri, dell’oscuramento dei miti e degli esempi positivi.
Come può un giovane nato nell’era del relativismo culturale a tutti i costi e dello sviluppo tecnologico e mediatico troppo spesso fine a se stessi o al consumo del momento, che non ha mai visto una tv in bianco e nero e che magari crede che internet esista da sempre e che il telefonino sia un diritto sancito dalla Costituzione, trovare degli esempi di riferimento ? Se la famiglia è assente perchè magari alle prese con doppio e triplo lavoro dei coniugi e con le bollette che non finiscono mai o peggio perchè la mamma va in palestra e il papà a farsi la lampada; se la scuola non è più improntata alla disciplina, all’ autorità e all’ educazione; se la strada o un bar sono l’unico luogo di aggregazione che la città offre … cosa resta al bambino e all’adolescente bisognoso di modelli a cui conformarsi e con cui confrontarsi ? Resta la tv, quella scatola magica che lo ha intrattenuto sin dalla nascita, quella stessa televisione che mette quotidianamente in scena la necessità di esistere attraverso l’apparire e l’avere, mai attraverso l’essere.

Eppure la società potrebbe fare di più, la scuola potrebbe tornare ad essere un luogo primariamente strutturato sulla missione educativa, dove i professori e gli studenti godono entrambi di diritti (e di doveri), ma non sono mai sullo stesso piano, perchè l’educatore e l’allievo, mai lo possono essere. Così alle famiglie si darebbe qualche chance in più di vedere i propri figli crescere e formarsi sull’esempio di modelli sani. Così i media potrebbero iniziare a riapplicare al contrario una vecchia regola del giornalismo “il cane che morde l’uomo non fa notizia, l’uomo che morde il cane si”. Una generazione di bulli e pupe non fa più notizia, il concetto ci è stato propinato abbastanza e siamo tutti sin troppo preoccupati e disgustati dalla rappresentazione quotidiana della degenerazione.

Alice Parialò del liceo classico “Maurolico” di Messina fa notizia invece: da poco ha regalato all’Italia il titolo mondiale di Latino, è campionessa mondiale insieme ad altri due giovani italiani che hanno conquistato il podio.

Sono loro le vere Star …

Posted by Ulderico on Maggio 18, 2008

E’ in edicola il nuovo numero di CON - Conservatori Contemporanei

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In questo numero un mio articolo sulla comunicazione politica USA …

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