Lele Fiano che brucia (abrade) cose…

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Emanuele Fiano, detto “Lele”, nasce a Milano nel 1963, figlio di Nedo Fiano, ebreo deportato ad Auschwitz e unico superstite di tutta la sua famiglia.

Auschwitz è il luogo simbolo di quello che la paranoia tedesca della Germania nazista sia riuscita a creare. Una vergogna per l’umanità intera. Una macchia indelebile. Credo che ci voglia grande rispetto nei confronti dell’onorevole Fiano e condanno fermamente quanto ho potuto leggere di becero e irripetibile nei suoi confronti in queste ultime ore. Vergognatevi!

L’onorevole Fiano va rispettato e va anche capito. Possibilmente va inoltre aiutato, nella comprensione. Soprattutto nella comprensione di quello che la sua proposta comporta, rispetto ad esempio all’ormai famoso caso di “smacchiamento” dell’ obelisco con la scritta Dux.

L’onorevole non vuole abbatterlo, no: democraticamente propone la semplice abrasione della scritta. Abrasione suvvia. Che sarà mai? Lo sanno tutti che il problema dell’Italia è ancora oggi Benito Mussolini.

Eliminare con le fiamme lo spirito maligno del passato (Goebbels)

Nel 1933 i nazisti non dichiaravano di voler abbattere gli ebrei. No. I nazisti proposero solo una semplice e ragionevole Bücherverbrennungen. Un rogo di libri. Un modo come tanti di fare pulizia, o no?

Il 10 maggio del ’33 il gerarca nazista Joseph Goebbels, in uno di questi roghi di libri, vi tenne perfino un discorso, dove affermava che i roghi erano un ottimo modo “per eliminare con le fiamme lo spirito maligno del passato”.

Ecco. Anche secondo Fiano oggi, con l’abrasione che è parente stretta del falò, elimineremmo lo spirito maligno del passato.

Credo che l’onorevole Fiano debba trovare il coraggio e l’intelligenza di costruirsi una campagna per la riconferma in lista diversa da questo scempio nei confronti della cultura, della storia e della libertà, nonchè del buonsenso. Non voglio dire altro e tantomeno creare equivoci che possano infierire sulla sua storia familiare che rispetto profondamente.

Punto però il dito sulla sua scarsissima cultura e mancanza di senso dello Stato, visto che oggi non si sente alcun bisogno di queste ridicole battaglie pseudomorali, ma di politici e governanti in grado di perseguire il bene degli italiani; pura utopia.

Sempre più convinto che l’ignoranza sia la più grave malattia sociale. Dal nazismo a fiano.
Da sempre.

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